Di questi turisti quasi la metà si dirigerà verso Asia, Australia e Nord America, mentre oltre 35 milioni sceglieranno destinazioni europee, per una spesa stimata intorno ai 40 milioni di dollari.
Ma l’autentico boom del turismo cinese outgoing è atteso per il biennio 2013/14 quando il movimento dalla Cina verso il resto del mondo toccherà i 150 milioni di viaggiatori con una spesa complessiva di 130 milioni di dollari. Di questi viaggiatori almeno 80 milioni arriveranno in Europa e si tratterà di un target dall’età media di 30-40 anni, con una forte capacità di spesa (3.500 dollari pro-capite) per un buon 60% dedicata allo shopping e al buon mangiare, e un utilizzo vicino al 90% di viaggi organizzati.
Sarà dunque la vera grande opportunità sia per l’industria dei viaggi cinese che per gli operatori incoming e albergatori d’Europa. Ma, come evidenziato nel Rapporto, occorre ottimizzare l’ospitalità, perché operatori e albergatori del Vecchio Continente conoscono poco e male le abitudini e le esigenze degli ospiti cinesi: tra le maggiori lacune dell’offerta turistica europea rivolta al mercato cinese, vengono menzionati la scarsità di guide turistiche con padronanza della lingua cinese, assenza di segnaletica turistica e di ristorazione dedicata, e insufficiente materiale info in mandarino.