Secondo le stime contenute nel Rapporto dell’Accademia del Turismo Cinese, dopo i 70 milioni di viaggiatori toccati nel 2011 il mercato cinese produrrà nel 2012 oltre 80 milioni di viaggiatori all’estero per una spesa complessiva di 95 milioni di dollari.

Di questi turisti quasi la metà si dirigerà verso Asia, Australia e Nord America, mentre oltre 35 milioni sceglieranno destinazioni europee, per una spesa stimata intorno ai 40 milioni di dollari.

Ma l’autentico boom del turismo cinese outgoing è atteso per il biennio 2013/14 quando il movimento dalla Cina verso il resto del mondo toccherà i 150 milioni di viaggiatori con una spesa complessiva di 130 milioni di dollari. Di questi viaggiatori almeno 80 milioni arriveranno in Europa e si tratterà di un target dall’età media di 30-40 anni, con una forte capacità di spesa (3.500 dollari pro-capite) per un buon 60% dedicata allo shopping e al buon mangiare, e un utilizzo vicino al 90% di viaggi organizzati.

Sarà dunque la vera grande opportunità sia per l’industria dei viaggi cinese che per gli operatori incoming e albergatori d’Europa. Ma, come evidenziato nel Rapporto, occorre ottimizzare l’ospitalità, perché operatori e albergatori del Vecchio Continente conoscono poco e male le abitudini e le esigenze degli ospiti cinesi: tra le maggiori lacune dell’offerta turistica europea rivolta al mercato cinese, vengono menzionati la scarsità di guide turistiche con padronanza della lingua cinese, assenza di segnaletica turistica e di ristorazione dedicata, e insufficiente materiale info in mandarino.

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